SIAMO FOCALIZZATI SU IMPORTANTI NECESSITA’ CLINICHE NON SODDISFATTE SPAZIANDO IN DIVERSE AREE TERAPEUTICHE.

MALATTIE RARE

Per malattia rara si intende una patologia che colpisce meno di 5 persone su 10.000 nella popolazione generale. Si conoscono tra 6.000 e 8.000 malattie rare e circa cinque nuove malattie rare vengono descritte nella letteratura medica ogni settimana. EUSA Pharma si impegna a sostenere il trattamento per i pazienti affetti da queste patologie, che spesso non dispongono di accesso a terapie efficaci.

MALATTIA DI CASTLEMAN MULTICENTRICA (MCD) HIV/HHV-8 NEGATIVA

La malattia di Castleman (MC) è definita da un'ipertrofia dei linfonodi in presenza di un'iperplasia linfatica angiofollicolare. Ne esistono due forme: una forma localizzata, limitata a un solo linfonodo, e una forma multicentrica, che colpisce più linfonodi. La prevalenza della MC non è nota, ma è calcolata in meno di 1/100.000. La forma localizzata è la più frequente (più di 400 casi descritti). La forma multicentrica, più rara, può associarsi all'infezione da HIV. La MC può manifestarsi a tutte le età. La frequenza dei sintomi è stata valutata su una serie di 117 casi rilevati tra il 1995 e il 2005 da medici internisti Francesi. Le forme localizzate sono asintomatiche nel 51% dei casi e vengono spesso scoperte casualmente. Possono causare dolori al torace o all'addome, quando la massa dei linfonodi è voluminosa (6 cm di diametro in media, con un range di 1-12 cm). I siti più colpiti sono, in ordine di frequenza decrescente, l'addome, i linfonodi superficiali e il mediastino. Nel 30% dei casi si osservano sintomi generali (astenia 20%, febbre 20%, dimagrimento 11%). Le forme multicentriche sono sempre sintomatiche. Si osserva dimagrimento nel 69% dei casi e febbre nel 68%. È presente poliadenopatia periferica nell'81% dei casi, epatomegalia e/o splenomegalia nel 74% dei casi, sindrome POEMS (polineuropatia, organomegalia, endocrinopatia, gammopatia monoclonale, alterazioni cutanee) nel 23% dei pazienti e, in qualche caso, sarcoma di Kaposi. L'eziologia della MC non è nota, ma diversi studi confermano un ruolo del virus HHV8 (human herpes virus 8), responsabile del sarcoma di Kaposi. L'HHV8 si osserva nel 60-100% dei pazienti colpiti da MC associata all'HIV, ma anche nel 20-40% dei pazienti HIV-negativi. L'HHV8 si localizza negli immunoblasti e nei linfociti B CD20+. L'HHV8 induce la produzione di un omologo virale dell'interleuchina-6 (vlL6), che facilita la comparsa dei linfomi B e dei linfomi a effusione primaria. La diagnosi di MC si basa sull'analisi istologica del linfonodo con colorazioni immunoistochimiche, che rivelano un'iperplasia linfatica angiofollicolare policlonale, spesso sotto forma ialino-vascolare (soprattutto nelle MC localizzate), più raramente sotto forma plasmacellulare (soprattutto nelle MC multicentriche) o sotto forma mista/intermedia. La MC è una proliferazione linfocitaria tipicamente policlonale, che deve essere distinta dal linfoma maligno. Tuttavia, alcune MC multicentriche possono associarsi al linfoma. L'iperplasia linfatica angiofollicolare non è caratteristica della MC e può associarsi a poliartrite reumatoide, sindrome di Sjögren, deficit immunitari congeniti, reazioni a tumori, emopatie, vaccinazioni, sifilide, alcune malattie cutanee e glomerulonefriti membranose. Queste diagnosi devono essere escluse prima di porre diagnosi di MC. Se la malattia è localizzata, è necessaria una completa escissione chirurgica, senza ulteriori controlli. Se la forma è multicentrica, si devono ricercare l'HIV e l'HHV8 e devono essere eseguite immunocolorazioni per escludere la presenza di un linfoma. Le forme localizzate guariscono 9 volte su 10 dopo una completa escissione chirurgica. Nelle forme multicentriche si possono ottenere miglioramenti, ma le ricadute sono frequenti (1 volta su 4) e la prognosi è meno favorevole.

ONCOLOGIA

I tumori rimangono una delle principali cause di morte a livello mondiale. EUSA Pharma aiuta medici e pazienti nella lotta contro il cancro fornendo opzioni di trattamento avanzate.

CARCINOMA A CELLULE RENALI AVANZATO

Il carcinoma a cellule renali (in inglese renal cell carcinoma) o ipernefroma maligno o tumore di Grawitz maligno, è il più comune tipo di cancro al rene negli adulti ed origina dal tubulo renale.

SEGNI E SINTOMI

Segni e sintomi La triade classica è costituita da ematuria (presenza di sangue nelle urine), dolore lombare e reperto di una massa addominale. Questa triade è raramente completa alla prima osservazione del medico, essendo più frequente nei casi di malattia avanzata. Segno più frequente è l'ematuria, ma altamente aspecifico. Oltre la metà dei casi sono asintomatici, diagnosticati casualmente in seguito ad una ecografia o ad una TAC eseguita per altri motivi.

Altri segni, sintomi e reperti di laboratorio suggestivi di tumore renale possono includere:

  • Calo ponderale, cachessia, febbre, dolori ossei, riferibili solitamente a malattia metastatica
  • Varicocele: solitamente localizzato a sinistra, per un blocco della vena spermatica di sinistra dovuta ad invasione tumorale della vena renale sinistra, in cui essa drena; meno frequentemente a destra (la vena spermatica destra sbocca nella vena cava inferiore, che può essere ugualmente infiltrata dal tumore)
  • Pallore o pletora (il primo può essere dovuto ad anemia, la seconda a poliglobulia da ipersecrezione di eritropoietina)
  • Ipertensione (da aumentata produzione di renina o da formazione di fistole artero-venose)
  • Ipercalcemia (per produzione tumorale di sostanze che stimolano il riassorbimento osseo, come il TGF-α, il PTH-rp e la vitamina D).

EPIDEMIOLOIA

Epidemiologia Il carcinoma a cellule renali colpisce preferenzialmente il sesso maschile rispetto al femminile, con un rapporto di 2:1 ed una maggiore frequenza tra i 60 e i 70 anni. Negli USA ha un'incidenza di circa tre persone ogni 10.000 abitanti, (pari a circa 31.000 nuovi casi/anno) e una mortalità di 12.000 persone/anno.

L'eziologia è ignota, ma può esistere una certa familiarità per carcinoma a cellule renali. Fattori di rischio per tale neoplasia sono l'abitudine al fumo, l'obesità, l'ipertensione, terapia estrogenica non bilanciata, esposizione ad asbesto, derivati del petrolio, metalli pesanti e malattia cistica acquisita (da emodialisi).

Forme ereditarie si presentano in associazione a numerose malattie. Fra le più importanti vi sono la malattia di Von Hippel-Lindau, l'oncocitoma renale familiare, il carcinoma renale papillifero ereditario, la sclerosi tuberosa e la malattia policistica renale.

NEUROBLASTOMA AD ALTO RISCHIO

Il neuroblastoma è un tumore infantile maligno delle cellule delle creste neurali, che danno origine al sistema nervoso simpatico. Rappresenta circa il 10% dei tumori solidi nei neonati e nei bambini entro i 15 anni, con un'incidenza annuale di circa 1/70.000 nei bambini che appartengono a questa fascia d'età. Nel 90% dei casi il neuroblastoma viene diagnosticato prima dei 5 anni. Il quadro clinico del neuroblastoma è molto variabile e dipende dallo stadio e dalla sede del tumore, che si può sviluppare in qualsiasi parte del sistema nervoso simpatico (circa l'80% dei casi si sviluppa nell'addome). Le forme localizzate vengono scoperte casualmente o sono rivelate dalla presenza di una massa addominale o toracica, che può associarsi al dolore. Al momento della diagnosi, le forme metastatiche rappresentano circa il 50% dei casi. I sintomi delle metastasi, come il dolore osseo, la claudicazione, la paralisi, l'epatomegalia (sindrome di Pepper) e l'esoftalmo (sindrome di Hutchinson), sono evocativi del neuroblastoma metastatizzato. La malattia si associa anche a ipertensione arteriosa, febbre, alterazione dello stato di salute generale (perdita di peso, dolore, irritabilità, anemia) e a vari difetti genetici, che ne influenzano la prognosi. L'amplificazione dell'oncogene MYCN (2p24.3) è un marcatore di prognosi sfavorevole; la triploidia, le anomalie numeriche dei cromosomi si associano a una buona prognosi, mentre la diploidia o la tetraploidia e le anomalie segmentali dei cromosomi (comprese le perdite di 1p, 11q o le duplicazioni di 17q) si associano a una prognosi sfavorevole. Di recente, in circa il 12% dei casi è stata descritta un mutazione del gene ALK. La diagnosi si basa sull'identificazione di un aumento dei livelli dei metaboliti delle catecolamine urinarie (VMA, HVA, dopamina) e sulla scansione del tumore iniziale attraverso l'ecografia, l'esplorazione cerebrale o la risonanza magnetica. La scintigrafia con MIBG (iodio-131-metaiodobenzilguanidina) e l'esame del midollo sono utili nell'identificare le metastasi. La biopsia del tumore conferma la diagnosi, ne permette la classificazione istologica e contribuisce a individuare l'amplificazione di MYCN. La diagnosi differenziale si pone con il nefroblastoma e ciò suggerisce la necessità di controllare sistematicamente le catecolamine urinarie in presenza di un tumore addominale. Il dolore osseo e la claudicazione possono essere erroneamente interpretati come sintomi di una sinovite dell'anca. La possibile presenza di ematomi periorbitali bilaterali dovuti alle metastasi orbitali non deve essere confusa con il maltrattamento. I neuroblastomi possono essere identificati con l'ecografia prenatale e perciò è necessaria un'adeguata presa in carico dopo la nascita. La maggior parte dei tumori localizzati ha una prognosi eccellente dopo la chirurgia. I bambini di età inferiore ad un anno presentano una prognosi migliore rispetto ai bambini più grandi. Alcuni tumori possono addirittura regredire spontaneamente. Al contrario, in circa il 60% dei bambini di età superiore a un anno, affetti dal tumore metastatizzato, la prognosi è sfavorevole anche quando si ricorre ai trattamenti intensivi. Nei bambini di età superiore a un anno il tasso di sopravvivenza a 5 anni varia dal 95% per alcuni tumori localizzati al 30% per il neuroblastoma metastatico.

TERAPIA DI SUPPORTO IN ONCOLOGIA

Il trattamento della patologia di base è d’importanza critica; tuttavia, le terapie si accompagnano spesso a effetti indesiderati che ne limitano l’impiego. EUSA Pharma aiuta ad alleviare tali effetti fornendo una gamma di prodotti per la terapia di supporto, che sostengono i pazienti in questo difficile viaggio.